Canti corali e composizioni originali di Claudio Macchi


RECENSIONI


Da Choralia

Claudio Macchi e un monumento alla coralità su internet

Claudio Macchi, nato a Gemona nel 1943, figlio di Mario, dopo aver studiato composizione corale con Daniele Zanettovich, ha partecipato a numerosi seminari di direzione corale e ha continuato l'opera di suo padre, fondatore-maestro del "Coro Montasio" e divulgatore-cultore dei canti di tradizione orale sia friulani che triestini. Ha studiato anche chitarra classica e flamenca partecipando a diversi seminari. Ha fatto parte di alcuni cori e ha diretto per alcuni anni il "Vecio Montasio" della Società Alpina delle Giulie, il Coro dell'Università delle Libere Età, il "Coro Alpi Coro dell'Università delle Libere Età, il "Coro Alpi Giulie" e il "Coro G. Viozzi". Attualmente dirige il "Coro Montasio". Ha iniziato il suo lavoro di trascrizioni con 'antologia, edita dalla Ricordi, "Arie e Danze del 'antologia, edita dalla Ricordi, "Arie e Danze del Rinascimento Italiano per flauto dolce e chitarra". Recentemente ha fatto pubblicare (The Boopen Editore) tre antologie: "Incantesimo" (armonizzazioni di canti veneti, friulani e della montagna), "In contrada" (canti triestini: armonizzazioni e composizioni originali), "Cantate Domino" (brani di musica sacra) e 36 canti popolari triestini per voce e chitarra, che possono servire come traccia per armonizzazioni possono servire come traccia per armonizzazioni ulteriori per coro, ma non ce n'è bisogno. Infatti, arricchito da tutte queste esperienze, ha pensato di trasferire, come hanno fatto altri, però a livello istituzionale, la sua "biblioteca" privata mettendola a disposizione su Internet. Basta digitare Claudio Macchi Canto Corale e ci si trova davanti a un mondo di sorprese. Si comincia con le biografie (M. Macchi, Viozzi, Seghizzi, Noliani, Illersberg ecc.) e la bibliografia di autori e testi di direzione corale. Le biografie degli autori del '500 ordinati dall' A alla Z sono una settantina. Segue un "Dowload partiture" che comprende canti sacri e religiosi, spirituals classici,canti triestini friulani veneti e trentini sardi di tradizione orale, canti di montagna e di musica leggera degli anni '60 e circa 120 sue composizioni originali. Seguono per finire oltre 700 brani di polifonia sacra e profana del '500. I canti di tradizione orale o di fattura popolare si dividono in varie sezioni: quelli di Bepi Demarzi o desunti da libri non più in commercio; seguiti poi da quelli della polifonia tradizionale classica come le canzonette a tre voci dell'Orologio, molti madrigali di Monteverdi, del Marenzio ecc., le villotte di Azzaiolo, i mottetti di Palestrina, varie messe ed altre composizioni polifoniche. Trovano spazio anche le recensioni, soprattutto quelle delle pubblicazioni di Mario Macchi. Completano il tutto e videoregistrazioni delle composizioni dell'autore compilatore di questo sito, inviategli da cori di Treviso, Trento e Trieste, Bucarest, Bruxelles, Madrid e Manila ed altre in versione simulata. E' un mare magnum di quasi un migliaio di spartiti per cori a più voci maschili, femminili e misti, in cui perdersi. Ognuno può trovare quello che gli serve. Per ottenere la partitura desiderata con le armonizzazioni dei singoli brani, oltre a quelle disponibili in pdf e in icona, basta mettersi in contatto inviando una richiesta alla "mail" del compilatore. I vari brani possono essere ascoltati in MP3.

(Pier Paolo Sancin)

   DAL PICCOLO (di Trieste) MARTEDÌ 11 GENNAIO 2011

Antologia di canti popolari.

A Trieste mancano pubblicazioni sul folclore locale che possano in qualche modo riempire i vuoti lasciati dai classici firmati da Catalan Noliani, Macchi e da lunghi anni esauriti; a colmare almeno parzialmente questa lacuna e uscito ora il volume "Viva là e po' bon" di Claudio Macchi (The Boopen Editore), una raccolta di 36 canti popolari triestini armonizzati per voce e chitarra a cura del figlio del celebre maestro Mario, fondatore del mitico coro Montasio. Sarà una pubblicazione senz'altro utile per i "cori amatoriali, per le scuole e per chi vuole rinfrescarsi la memoria su un patrimonio oggi ingiustamente trascurato fornendo i testi integrali e le armonie e una sintesi di notizie su tanti motivi che hanno accompagnato la storia della nostra gente e di cui a malapena si ricorda ormai qualche nota. Eppure nel nostro patrimonio popolare sopravvivono vere e proprie reliquie antiche come "Vuoi che ti compri", una ballata di soggetto amoroso che si lega addirittura a un canto goliardico medievale, "Vien sul balcon", nata da una pavana cinquecentesca, "Ara che una", motivo importato dai soldati napoleonici e diventato canzone satirica (era chiamato "cana" il cappello a cilindro). Alcune canzoni erano vere e proprie parodie come "La mia bela se ciama Sofia", vivace caricatura modellata su una romanza d'autore del '700. Molti fra i canti popolari più noti rievocano personaggi e usanze tipiche della nostra città come Sior Popel, il proverbiale benefattore dei poveri e dei bambini e le famose Tinza e Marianza, le statue porta lampioni che abbellivano l'ingresso del municipio. "La posta de Treviso" risale ai tempi delle diligenze e come canto imitativo fa coppia con la famosissima "Strada ferrata, il canto che nacque dall'entusiasmo popolare per la prima linea ferroviaria, la Trieste Vienna. 

( Liliana Barnboschek )

Antologia 36 canti popolari triestini 

A Trieste mancano pubblicazioni sul folclore locale che possano in qualche modo riempire i vuoti lasciati dai classici firmati da Catalan Noliani, Macchi e da lunghi anni esauriti; a colmare almeno parzialmente questa lacuna e uscito ora il volume "Viva là e po' bon" di Claudio Macchi (The Boopen Editore), una raccolta di 36 canti popolari triestini armonizzati per voce e chitarra a cura del figlio del celebre maestro Mario, fondatore del mmitico coro Montasio. Sarà una pubblicazione senz'altro utile per i "cori amatoriali, per le scuole e per chi vuole rinfrescarsi la memoria su un patrimonio oggi ingiustamente trascurato fornendo i testi integrali e le armonie e una sintesi di notizie su tanti motivi che hanno accompagnato la storia della nostra gente e di cui a malapena si ricorda ormai qualche nota. Eppure nel nostro patrimonio popolare sopravvivono vere e proprie reliquie antiche come "Vuoi che ti compri", una ballata di soggetto amoroso che si lega addirittura a un canto goliardico medievale, "Vien sul balcon", nata da una pavana cinquecentesca, "Ara che una", motivo importato dai soldati napoleonici e diventato canzone satirica (era chiamato "cana" il cappello a cilindro). Alcune canzoni erano vere e proprie parodie come "La mia bela se ciama Sofia", vivace caricatura modellata su una romanza d'autore del '700. Molti fra i canti popolari più noti rievocano personaggi e usanze tipiche della nostra città come Sior Popel, il proverbiale benefattore dei poveri e dei bambini e le famose Tinza e Marianza, le statue porta lampioni che abbellivano l'ingresso del municipio. "La posta de Treviso" risale ai tempi delle diligenze e come canto imitativo fa coppia con la famosissima "Strada ferrata, il canto che nacque dall'entusiasmo popolare per la prima linea ferroviaria, la Trieste Vienna.

( Liliana Barnboschek)  DAL PICCOLO (di Trieste) MARTEDÌ 11 GENNAIO 2011


Allora cantiamo questo maestro dal cuore immenso (dal n°46 di "Choralia") 


Sessant'anni in coro (dal n°54 di "Choralia") 


Omaggio al M°Mario Macchi

Omaggio per il centenario della nascita del M°Mario Macchi 


Palio dei cori 2011 (dal n°66 di "Choralia"